Che tu voglia la rimozione o il pagamento, tutto si basa sulle prove. Devi dimostrare due cose: che il sito ha usato la tua foto e che ne sei l’autore. Ecco come costruire un fascicolo che la controparte non potrà contestare facilmente.
Due cose da provare
- L’uso: la tua foto compariva su una pagina precisa, in una data precisa, in un contesto preciso.
- La paternità: hai scattato tu la foto, e l’avevi già prima che comparisse lì.
L’una senza l’altra è debole: uno screenshot non prova che sei l’autore, e il tuo file RAW non prova cosa ha fatto il sito.
Provare l’uso
- uno screenshot della pagina intera con barra degli indirizzi, data e ora visibili;
- una copia del codice della pagina (HTML) e del file immagine così come lo serve il sito;
- l’indirizzo IP del server, l’hosting e i dati del titolare del dominio (WHOIS / RDAP);
- una marca temporale e le impronte SHA-256 di ogni file, che dimostrano che non sono stati modificati in seguito;
- se possibile, un archivio pubblico: salva la pagina sulla Wayback Machine (web.archive.org/save).
Frolay Protect raccoglie tutto questo in un clic e genera un verbale datato da allegare alle tue lettere.
Provare che sei l’autore
- il file originale (RAW, o il JPEG alla massima risoluzione) e i suoi metadati EXIF: fotocamera, data, impostazioni;
- altri scatti della stessa serie, che chi copia non può avere;
- la data della prima pubblicazione sul tuo sito, portfolio o profilo;
- una marca temporale certificata (RFC 3161) del file, che Frolay Protect aggiunge a ogni foto al caricamento;
- il tuo nome e l’anno indicati sulle foto pubblicate, importanti in Italia per le semplici fotografie.
Screenshot tuo o accertamento indipendente?
Per una richiesta amichevole basta di solito un’acquisizione completa fatta da te o da uno strumento come Frolay Protect: la maggior parte dei siti cede davanti a un fascicolo chiaro. In giudizio, la controparte può contestare uno screenshot fatto da te. Il tuo avvocato può allora ricorrere a un accertamento indipendente: un verbale di constatazione notarile o un servizio di acquisizione forense delle pagine web. Il tuo fascicolo gli permette di agire in fretta, prima che la pagina cambi.
Errori da evitare
- contattare il sito prima di aver salvato le prove;
- uno screenshot tagliato, senza indirizzo né data;
- ritoccare o ricomprimere lo screenshot dopo;
- conservare solo un link, che può cambiare o sparire;
- perdere i file originali: fanne un backup.
Domande frequenti
Uno screenshot è una prova valida?
È ammissibile, soprattutto in una richiesta amichevole, ma la controparte può contestarlo. Più è completo (indirizzo, data, codice della pagina, impronte), più è solido. Per una causa, un accertamento indipendente è più sicuro.
A cosa serve un’impronta SHA-256?
È una firma matematica unica di un file: la minima modifica la cambia. Dimostra che lo screenshot e la copia della pagina non sono stati modificati da quando sono stati creati.
I metadati EXIF provano che sono l’autore?
Aiutano, ma i metadati si possono modificare. Combinali con il file RAW, altri scatti della serie e una marca temporale certificata.
E se il sito ha già rimosso la foto?
Cerca copie archiviate (Wayback Machine, cache dei motori di ricerca) e raccogli ogni traccia: e-mail, screenshot precedenti, testimoni. Per questo conviene salvare le prove appena scopri l’uso.